Fondo Respighi, Serie "Fotografie", n. 32-33, 42
[Nel giugno 1918] «...sentii il Maestro dire ...: ‘Ecco: la Signorina Olivieri è l’unica che in questi giorni non mi procuri delle noie... è sempre contenta e di buon umore e non chiede mai nulla. Meriterebbe un bacio.’ Ed io di rimando: ‘Ebbene, Maestro, se il mio lavoro avrà successo, lei mi darà un bacio come premio.’ Nel saggio della classe di composizione il poema sinfonico Serenata di maschere da me presentato ebbe delle accoglienze particolarmente calorose e, dopo essere uscita parecchie volte a ringraziare il pubblico, mi trovai davanti Respighi che reclamava il bacio promesso. Vibrante per l’inaspettato successo e con un’infinita gioia nel cuore, abbracciai il Maestro con tutta l’anima... dopo pochi giorni mi chiese di sposarlo. Da tanti anni avevo sentito Respighi parlare con così grande orrore del matrimonio che mi venne spontaneo di rispondergli: ‘Oh no, Maestro, io le voglio troppo bene per sposarla!’ ... Il Maestro mi propose di andare insieme a passare due giorni in campagna ospiti della Signora Adriana Clementi a Palestrina e al ritorno, nel trenino che ci riportava a Roma, mi chiese ancora di diventare la compagna della sua vita: non aveva molto da offrirmi – diceva –, non aveva che il suo stipendio di Santa Cecilia, poiché i suoi lavori non gli rendevano quasi nulla. Decidemmo di fidanzarci ma per il momento senza dirlo a nessuno... Il Maestro partì per Bologna e io andai a passare l’estate in un piccolo paese di montagna che si chiama Bellegra. Ero sbigottita, felice e insieme angosciata... E i miei studi? Come avrei potuto seguitare a frequentare la sua classe? E mi sarebbe stato possibile lavorare ancora? ... Uno spietato esame di coscienza per convincermi di essere degna di diventare la compagna del Maestro e insieme di poter rinunciare a tutto quanto formava allora la mia vita per dedicarmi interamente a lui fu il mio tormento per due mesi. Fra le rinuncie, la più dolorosa sarebbe stata quella del comporre, e solamente quando fui certa che avrei potuto offrire al Maestro ‘anche questo’ accettai con piena coscienza di diventare sua moglie. Credo che quel travagliato periodo si possa ben paragonare a quello di una persona che stia per abbracciare un ordine monastico.»