Fondo Respighi, Serie "Fotografie", n. 26
«Il 4 gennaio 1913 Respighi vince il concorso per la cattedra di Composizione a Santa Cecilia... Grande emozione e grandissima curiosità fra gli alunni dei corsi di Armonia e Contrappunto. Io frequentavo allora il terzo anno di Armonia Superiore, e finita la lezione rimasi sulla soglia della classe del Professor Renzi insieme ai miei compagni, in attesa di veder passare il nuovo Maestro... Qualcuno che aveva visto Respighi prima della lezione ci aveva dato qualche notizia: è giovanissimo, ha una strana rassomiglianza con Beethoven, ha un sorriso luminoso, è molto simpatico. Finalmente la porta della classe del Maestro si apre e Respighi appare circondato dai suoi alunni che hanno l’aria di volergli essere il più vicino possibile e dall’aspetto di quei ragazzi si vede chiaramente l’entusiasmo che in essi ha suscitato il primo contatto con il Maestro...” “Nel mese di ottobre del ’15 eccomi finalmente iscritta al Corso di Fuga e Composizione nella classe di Respighi... Il Maestro aveva un modo così particolare di insegnarci le regole della Fuga, della Sonata o del Quartetto, che esse entravano in noi quasi inavvertitamente e ci sembrava ad un tratto come le avessimo sempre conosciute... aveva un modo assai personale di correggere gli sbagli di strumentazione. Quando uno di noi scriveva un passo impossibile per un dato strumento, egli, con una mimica delle più buffe, ci faceva vedere la posizione delle dita sullo strumento stesso e la faccia che avrebbe dovuto fare il disgraziato suonatore per eseguire quel passo: la ‘rappresentazione’ era così evidente e comica che non era possibile dimenticarla e difficilmente ricadevamo nello stesso errore» .